Piccolo itinerario in Romagna

La metà di Wanderlust che non è la scrivente, pur essendo nato a Bologna, si porta appresso un copioso background famigliare di ricordi, storie e aneddoti profondamente ancorati alla Romagna e in particolare ai dintorni di Rimini. Da quando ci siamo conosciuti perciò, questa zona è stata meta di numerose piccole gite a spasso per borghi arroccati, spiagge e ottimi ristoranti, senza contare le annuali feste medievali e i tanti piacevoli concerti.
Vogliamo quindi condividere quello che per noi è l’itinerario perfetto per i neofiti della Romagna, con i nostri paesini preferiti e i relativi luoghi in cui fermarsi a mangiare qualcosa.

Il nostro tour romagnolo inizia in uno dei luoghi che per motivi di passione musicale abbiamo conosciuto meglio. Siamo nel cuore di Ravenna, splendida città che non è nemmeno necessario consigliare, e proprio qui si trovano tre posti secondo noi imperdibili. Il primo è il Fargo (via Girolamo Rossi angolo Vicolo Paderna), un piacevole café affacciato su una piazzetta dove la musica viene scelta con cura e può capitare di trovare anche dei bei live in corso. Dietro l’angolo rispetto al Fargo, si trova poi Glue Clothings (via Paolo Costa, 16), uno splendido shop con abbigliamento maschile e femminile che odora distintamente di Stoccolma, e se siete mai stati a Södermalm saprete di cosa stiamo parlando. Qui potete acquistare marchi scandinavi, internazionali ma anche italiani, praticamente introvabili altrove. Per gli appassionati di musica indipendente che hanno voglia di ascoltare ricercate band internazionali, il luogo cardine è invece il Bronson (via Cella, 50), che d’estate si sposta nella sua rinomata sede on the beach, l’Hana Bi di Marina di Ravenna.

Lasciando Ravenna, e percorrendo la SS3 che porta a Cesena, si raggiunge il bel borgo di Bertinoro, dove si trova uno dei ristoranti più romantici della Regione, la Casina Pontormo (via dei Cappuccini, 46). La cucina della Casina accosta sapori e colori in maniera piuttosto sperimentale, ma è perfetta per chi non cerca le classiche tagliatelle al ragù e ha voglia di cenare in un elegantissimo giardino delle fiabe.

Riprendendo la A14 si può uscire all’altezza di Santarcangelo di Romagna, per visitare questa cittadina tra le più graziose e vive della zona. A Santarcangelo non mancano gli ottimi ristoranti, i mercatini dell’antiquariato, le botteghe e le vie caratteristiche, per cui se potete fateci assolutamente un salto.

Arrivati a Rimini ci si può fermare a mangiare qualcosa al Bar Ilde (Via Covignano, 245), un chiosco appollaiato sul colle di Covignano, che rappresenta il luogo ideale per concedersi una buona piada seduti nei piacevoli e spartani tavolini all’aperto. Questo baracchino ha aperto nel 1958 e da allora è cresciuto iniziando a servire anche altri piatti semplici oltre alle classiche piadine con prosciutto, ma come molte attività della riviera resta aperto solo da Pasqua a fine settembre. Già qui a Covignano, a pochissimi chilometri dal centro storico di Rimini, ci si accorge di come la collina prenda velocemente il sopravvento sul mare, un fatto che si rende sempre più evidente man mano che ci si sposta verso l’entroterra.

Ad appena 25-30 minuti da Rimini, percorrendo la SS258 si giunge per esempio nell’antica Verucchio, che non va confusa con Villa Verucchio, la città nuova che la anticipa sulla statale. Verucchio, la cui lunga storia inizia addirittura all’epoca della civiltà etrusca, è oggi un piacevole borgo arroccato su una montagna e dominato dalla ben conservata Rocca Malatestiana. Oltre ad una storia antica e nobile, ciò che rende speciale questo borgo, è soprattutto il Verucchio Festival che si tiene ogni anno a luglio sotto la direzione artistica del musicista Ludovico Einaudi. Durante le giornate del festival, le notti della cittadina sono animate da splendidi concerti ambientati negli spazi più suggestivi del paese, dalla Rocca al sagrato della Chiesa della Collegiata. Se si capita in paese è d’obbligo, d’estate e d’inverno, una sosta al ristorante La Rocca (via Rocca, 34), un locale posto nel punto più alto dal paese la cui sala affaccia direttamente sulla valle. Carne eccezionale e ottimi i primi, un vero inno alla tradizione.

A due passi da Verucchio si scorge immediatamente un altro picco che segna l’orizzonte della Val Marecchia, è quello del piccolo paese di Torriana, famoso per la “presenza” nel suo Castello di Montebello, del fantasma della piccola Azzurrina, bambina sfortunatissima che ancora oggi ogni tanto amerebbe farsi sentire dai vivi. Dopo la visita al Castello consigliamo una sosta nel bellissimo Chiosco di Bacco, ristorantino perfetto nella bella stagione per via del suo curatissimo giardino e dei bei tavoli all’aperto. Cucina attenta e presentata con eleganza, servizio perfetto, e prezzo finale adeguato di circa 27 euro a testa con antipasto, primo, un dolce condiviso e un calice di vino a testa.

Avvicinandoci al confine con le Marche, troviamo poi lo splendido borgo di San Leo, capitale storica del Montefeltro. Nella sua famosissima e inespugnabile rocca, accessibile solo attraverso una strada scavata nella roccia, è stato per lungo tempo incarcerato il Conte di Cagliostro, misterioso e affascinante personaggio dedito all’alchimia, all’esoterismo ma anche ai grandi viaggi e alle truffe. Il “Pozzetto”, la terribile cella in cui il Conte fu rinchiuso per quattro anni, è ancora oggi ben conservata e visitabile all’interno della Rocca.

Ultima tappa del nostro itinerario è un altro affascinante borgo del Montefeltro, Mondaino, famoso per il Palio de lo Daino, una suggestiva festa medievale che si tiene ogni anno verso fine Agosto. Le contrade animano il paese riportandolo per qualche giorno al 1459, anno dell’incontro fatidico tra Federico da Montefeltro e Sigismondo Malatesta. La festa si svolge con gli abitanti in costume, il volo dei rapaci notturni nella splendida piazzetta, le dimostrazioni degli antichi mestieri e la vendita di prodotti artigianali. Tra questi ultimi è da segnalare la splendida iniziativa dell’azienda Il Mulino della Porta di Sotto, che permette di scegliere e “adottare” un formaggio di fossa durante il Palio, e di venirlo a ritirare a Novembre dopo la sfossatura. L’occasione è particolarmente ghiotta: proprio in due weekend di Novembre si tiene infatti un ulteriore evento, chiamato Fossa, tartufo e cerere, durante il quale Mondaino riprende vita, anche se a tinte decisamente più invernali.

☛ E il nostro itinerario romagnolo per nulla esaustivo finisce qui, con la splendida Mondaino. Speriamo di avervi dato un’idea di quanto questa regione possa offrire in ogni periodo dell’anno, ma visto che questi sono soltanto i nostri posti preferiti e non necessariamente i migliori, il consiglio è di prendere la macchina e gironzolare a caso per le colline dell’entroterra. Se anche voi conoscete dei luoghi da non perdere in Romagna, condivideteli qui sotto nei commenti, ve ne saremo grati!

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